Concetto Vecchio: «Quando i migranti eravamo noi»

 
 
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sabato
30 novembre 2019
ore 18:30

ingresso libero

Società Dante Alighieri
Rue du Perron 16
1204 Genève


Sono troppi, ci rubano i posti migliori, lavorano per pochi soldi, occupano i letti degli ospedali, sono rumorosi, non si lavano.”
 Nel 1970 viene indetto in Svizzera il primo referendum contro gli stranieri nella storia d’Europa, promosso dal deputato James Schwarzenbach. E gli stranieri eravamo noi.

James Schwarzenbach, cugino della scrittrice Annemarie Schwarzenbach, è un editore colto e raffinato di Zurigo. La sua è una delle famiglie industriali più ricche della Svizzera. A metà degli anni sessanta entra a sorpresa in Parlamento a Berna, unico deputato del partito di estrema destra Nationale Aktion. Come suo primo atto promuove un referendum per espellere dalla Svizzera trecentomila stranieri, perlopiù italiani. È l’inizio di una campagna di odio contro i nostri emigrati che durerà anni, e che sfocerà nel voto del 7 giugno 1970, quando Schwarzenbach, solo contro tutti, perderà la sua sfida solitaria per un pelo.
 Com’è stato possibile?

Cosa ci dice del presente questa storia dimenticata? E come si spiega il successo della propaganda xenofoba, posto che dal 1962 al 1974 il paese elvetico ha un tasso di disoccupazione inesistente e sono proprio i lavoratori italiani, richiamati in massa dal boom economico, a proiettare la Svizzera in un benessere che non ha eguali nel mondo? Eppure Schwarzenbach, a capo del primo partito anti-stranieri d’Europa, con toni e parole d’ordine che sembrano usciti dall’odierna retorica populista, fa presa su vasti strati della popolazione spaesata dalla modernizzazione, dalle trasformazioni economiche e sociali e dal ’68. Fiuta le insicurezze identitarie e le esaspera. “Svizzeri svegliatevi! Prima gli svizzeri!” sono i suoi slogan, mentre gli annunci immobiliari specificano: “Non si affitta a cani e italiani”.


In una serrata inchiesta fra racconto e giornalismo, Concetto Vecchio fa rivivere la stagione dell’emigrazione di massa, quando dalle campagne del Meridione e dalle montagne del Nord si andava in cerca di fortuna all’estero. E in un viaggio nella memoria collettiva che raccoglie le voci degli emigrati di allora e sottrae all’oblio una storia di ordinario razzismo di cui i nostri connazionali furono vittime. Un monito per l’Italia di oggi.

Concetto Vecchio

Giornalista nella redazione politica di Repubblica a Roma, nato in Svizzera da genitori italiani, tornati a vivere in Italia quando l’autore aveva quattordici anni, ha pubblicato i saggi Vietato obbedire (2005), Ali di piombo (2007) e Giovani e belli (2009). Con le edizioni Feltrinelli, è autore di Giorgiana Masi. Indagine su un mistero italiano (2017) e Cacciateli! Quando i migranti eravamo noi (2019).