Tre incontri con Primo Levi

Conferenze e Lettura scenica

a cura di Domenico Scarpa

con la partecipazione degli attori

Francesca Bruni e Simone Buffa

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giovedì
15 ottobre 2026
ore 19:00

Società Dante Alighieri
rue du Perron
1204 Genève

venerdì
16 ottobre 2026
ore 18:00

Maison Rousseau et Littérature
Grand-Rue 40
1204 Genève

 
 

15 ottobre 2026

Conferenza

Primo Levi multimediale

Come reagireste se vi dicessero che Primo Levi è stato un autore di fantascienza prima ancora che il termine «fantascienza» venisse coniato? E se qualcuno aggiungesse che è stato fra gli autori più importanti di testi teatrali per la radio nel secondo dopoguerra? E poi, vogliamo parlare del suo rapporto con il vinile (dischi) e con le parole (anagrammi, palindromi, assonanze e altri utensili della retorica)?

Fin dal principio, fin da prima che venisse deportato ad Auschwitz, nell’opera di Levi c’è tutto questo, o ci sono gli inizi e gli indizi di tutto questo, il che equivale a dire che qui si parla di uno scrittore a pieno titolo e non solo del testimone di una grande tragedia del Novecento.

Un Primo Levi complesso, allora? Sì, anche complesso, proprio perché è stato uno scrittore multimediale che ha sperimentato precocemente ogni tecnologia legata alla scrittura, fino al personal computer. Ma soprattutto, uno scrittore completo, uno scrittore che è ancora tutto da scoprire.


16 ottobre 2026

Conferenza

Primo Levi europeo

Giugno 1941: a Torino un ragazzo di ventidue anni si laurea con lode in Chimica e si vede consegnare una pergamena dove accanto al suo nome è annotato «di razza ebraica». Siamo nel momento in cui l’Europa è stata più vicina a essere unificata: unificata da Hitler e da Mussolini nel segno della disuguaglianza, del razzismo, del lavoro schiavile, della cancellazione di ogni dissenso, insomma della legge del più forte.

Fin dal principio – fin da Se questo è un uomo e La tregua, che sono i suoi primi due libri – l’opera di Primo Levi contiene un’immagine e un’idea ben diverse di Europa: libera e liberale, aperta e democratica. È un’idea, anzi un’idea-racconto, che dialoga con la difficile costruzione di una Europa unita durante il secondo dopoguerra. Ed è un’idea-racconto che entra in un dialogo particolarmente intenso con i lettori tedeschi e, in Italia, con le ragazze e i ragazzi che vanno a scuola e con i loro insegnanti.

L’Europa di Primo Levi, Primo Levi europeo: così come quella dello scrittore multimediale, è una storia poco nota, tutta da raccontare.

Il segno del chimico

Dialogo scenico a cura di Domenico Scarpa

con la partecipazione degli attori Francesca Bruni e Simone Buffa

Il segno del chimico è un viaggio a due voci attraverso la vita di Primo Levi: una vita avventurosa che ha conosciuto gli anni del fascismo razzista, la passione per le scalate in montagna, l’esperienza di Auschwitz, l’Europa devastata dalla guerra da percorrere in lungo e in largo per tornare finalmente a casa, a Torino.

La chimica – il mestiere di chimico, che Primo Levi ha praticato per più di trent’anni e che ha contribuito a salvargli la vita nel campo nazista – è punto di partenza e filo conduttore di questo dialogo scenico, che contiene molti racconti e nel quale non c’è una sola parola inventata: provengono, tutte quante, dalle opere di Levi.


 
 

Domenico Scarpa

Domenico Scarpa è il consulente letterario del Centro internazionale di studi Primo Levi di Torino. Di e su Levi ha curato volumi, collane editoriali, cicli teatrali, documentari e mostre. Nel 2022 ha pubblicato Bibliografia di Primo Levi ovvero Il primo Atlante presso Einaudi, per i cui Tascabili sta curando gli apparati di una uniform edition delle opere di Levi. Nel 2023 è uscito da Hoepli Calvino fa la conchiglia. La costruzione di uno scrittore. Nel 2019 ha curato per i «Meridiani» Mondadori le Opere di bottega di Fruttero & Lucentini, dei quali sono uscite da poco le sue nuove edizioni di I ferri del mestiere. Manuale involontario di scrittura con esercizi svolti (Einaudi Tascabili) e I nottambuli (Meridiani Mondadori). Per Einaudi cura le opere di Natalia Ginzburg e per Sellerio quelle di Graham Greene.


 
 

Francesca Bruni

Attrice, regista, sceneggiatrice romana, si forma tra Roma e Londra, dove approfondisce il metodo Meisner con il maestro Tom Radcliffe, allievo diretto di Sanford Meisner. Gran parte del suo lavoro artistico si concentra su figure femminili intense, fragili e complesse, spesso poste al centro di vicende emotivamente forti. Tra le sue opere più significative figurano Il mostro dagli occhi verdi, intenso monologo dedicato al tema della violenza sulle donne, Paolo e Francesca, rilettura contemporanea del celebre mito dantesco, e Maria Antonietta – L’ultima Regina di Francia, progetto completato nel 2020 dopo oltre vent’anni di ricerche storiche. È inoltre Presidente dell’associazione Pont d'Art di Ginevra, nata con l’obiettivo di creare un ponte culturale tra Italia e Svizzera attraverso il teatro e le arti visive.

 
 

Simone Buffa

Attore, regista e sceneggiatore siciliano, è profondamente legato al mondo del teatro e da sempre impegnato nella ricerca dell’autenticità della scena. Dopo un percorso di formazione artistica culminato con la specializzazione in doppiaggio presso la Fono Roma Movies & Sound, ha diretto e interpretato numerosi spettacoli distinguendosi per sensibilità, intensità emotiva e attenzione al lavoro sull’attore. Tra le sue regie più significative figurano Amleto in Salsa PiccanteSe ci sei, batti un colpo e Quella vecchia radio rotta. Insieme a Francesca Bruni ha scritto e diretto Non è poi la fine del mondo ed è autore di testi originali come Lia – Radici in viaggio e Radio Ginevra Centrale. Parallelamente all’attività teatrale, ha curato per anni la rubrica Il teatro è la mia vita all’interno del podcast Men’s Life, dedicata alla riflessione e  al racconto del mondo della scena teatrale.


Iscrizione obligatoria:
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