L’orrore e la bellezza

 
 

L’autobiografia di Davide Cerullo. Un bambino nato nella periferia di Napoli negli anni ’70, con la delinquenza come orizzonte di ogni giornata; la meraviglia scoperta nei ventri delle capre, il terrore provato quando ha tenuto per la prima volta un fucile puntato contro un uomo. Un flusso di racconti e di digressioni su vite e volti che hanno fatto la “storia di una storia” capace di approdare alla necessità di una rinascita che continua ogni giorno, nel presente.

Storia di una storia rimanda alla ricerca del perché una storia è diventata proprio quella storia, la mia storia, e non un’altra storia. È la mia storia ma potrebbe essere, date le stesse premesse, anche la storia di altri.
Davide Cerullo

Davide non scrive per istinto, per dote avuta in sorte, ma per conquistato titolo di autore. Le sue storie fanno alzare gli occhi dalla pagina e danno a chi legge un lancio nei suoi propri ricordi. Le sue storie suggeriscono al lettore quello che ha di sé dimenticato. Davide scrive il tempo degli sforzi di un quartiere di farsi coraggio, d’inventare momenti di comunità, di sostegno ai bambini, a fondamento di un altro futuro. Sono i momenti, piccola minoranza nel peso dei giorni, a dare loro un verso, il senso di una nuova appartenenza. Sono i momenti a fare breccia e cambiare l’ossigeno nell’aria. Oggi Scampia è il nome di un esperimento valoroso. Davide è il cronista che ha contribuito alla trasformazione del suo luogo in simbolo

Erri De Luca
dalla prefazione al libro

Davide Cerullo

«La poesia ha avuto in me la  funzione riparatrice ad uno squilibro di ricerca di identità. Poesia  come atto politico che crea un’alternativa, atto sovversivo che, attraverso la parola, permette l’ingresso all’immaginazione, e quindi  all’integrità. Poesia come scelta pura, che custodisce, che resiste alla notte della vita come scelta del desiderio dell’amore che si compie, che ripara il torto subito.Cosa ci manca quando manca la poesia? Tutto, tutta la possibilità di stare nella vita, nel tempo, nel respiro del giorno, nella pace della propria esistenza, nel benessere della natura e del suo silenzio».