Le lingue della paura

 
 


Un romanzo ambientato nella Ginevra delle Nazioni Unite, attraverso i palazzi, le strade e i luoghi della città internazionale, i riti “bizantini” e le negoziazioni diplomatiche del mondo dell’Onu. Le vicende dei personaggi che si incrociano nel corso del “noir” raccontano una storia di potere, di gelosie, di cinismo, di spregiudicatezza morale e di paura. Alle vicende interne della organizzazione internazionale, inconsuete e spesso divertenti, si alternano quelle private ed emotive dei personaggi: in tal modo il racconto si sviluppa in un appassionante groviglio psicologico e morale incentrato sulla “paura di perdere potere e privilegi” come il motore principale di ogni azione malvagia. Il racconto incrocia due registri narrativi, quello della ironia con cui sono descritti i rituali diplomatici del mondo delle agenzie delle Nazioni Unite, e quello della penetrazione psicologica con cui è raccontata la inesorabile trasformazione di un alto funzionario internazionale in un criminale.


Benedetto Saraceno

Psichiatra, ha lavorato alla Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra e ne ha diretto il Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze. È attualmente il segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha lavorato a Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e all’Istituto Mario Negri di Milano. In veste di ricercatore e saggista si è occupato in modo particolare di sanità pubblica, salute mentale e lotta all’esclusione sociale. Ha pubblicato: Un virus classista. Pandemia, diseguaglianze e istituzioni (2021); Discorso globale, sofferenze locali (2014) e Sulla povertà della psichiatria presso (2017).