La Divina Commedia è forse l’opera più temeraria della storia della letteratura mondiale: al contempo riscrittura e interpretazione di miti, elogio dell'amore più puro ma anche di sentimenti scorretti come la rabbia e il desiderio di vendetta. Per il suo impianto narrativo e la complessa, articolata, ipnotica struttura dei suoi versi, rimane un unicum di tecnica e fantasia. Proprio per questo, inevitabilmente, l’opera di Dante ha nei secoli stimolato l’estro di un numero straordinario di artisti. Ricca di immagini, la conferenza farà entrare il pubblico nel mondo di molti di questi artisti: da Sandro Botticelli a Gustave Doré, da Henry de Groux a Edmond Van Offel, da Alberto Martini ad Hans Makart e tanti altri.
Fabrizio Catalano
Nato a Palermo il 14 ottobre 1975, regista e drammaturgo, dopo aver diretto diversi documentari e cortometraggi, si è dedicato prevalentemente al teatro, riscuotendo un notevole successo di pubblico e di critica con alcuni spettacoli tratti dalle opere del nonno Leonardo Sciascia. È stato per tre anni direttore artistico del Teatro Regina Margherita di Racalmuto. È anche autore di romanzi (Le viole dagli occhi chiusi, Una goccia d’ambra nella neve, La profanazione del pudore), articoli e saggi (Il tenace concetto, Sciascia e il cinema, L’immaginario rubato). Ha tradotto dal francese liriche e testi teatrali. Ha appena terminato di girare in Bolivia, assieme a Fátima Lazarte, un pamphlet per immagini che teorizza il possibile ritorno delle società matriarcali, intitolato Irregular.