Poeti di generazioni diverse ma accomunati da radici geografiche e un profondo amore per l’autenticità dell’ispirazione, lontana dalle astrazioni ma sempre legata all’esperienza potente e imprevedibile della vita, Stefano Simoncelli e Stefano Maldini propongono un viaggio attraverso le rispettive opere.
Stefano Simoncelli (Cesenatico, 1950), redattore insieme a Ferruccio Benzoni della Rivista “Sul Porto”, che negli anni Settanta attira le attenzioni tra gli altri di Pasolini, Bertolucci, Caproni e Sereni, dopo le prime convincenti prove che gli valgono l’attenzione della critica nazionale, negli anni Novanta inaugura un periodo di lungo silenzio poetico infranto solo a partire dal 2004, quando ritorna con una serie di opere, tutte edite da Pequod, caratterizzate da una continua frequentazione con le “amate creature invisibili”, i suoi cari scomparsi, che lo consacrano anche grazie a una scrittura asciutta e sognante: Giocavo all’ala (2004), La rissa degli angeli (2006), Terza copia del gelo (2012), Hotel degli Introvabili (2014), Prove del diluvio (2017), Residence cielo (2018), A beneficio degli assenti (2020), Un barelliere del turno di notte (2021) e Sotto falso nome (2022).
Stefano Maldini (Cesena, 1972) è autore delle raccolte poetiche Luce instancabile (2005), La festa di un giorno normale (2012) e Deserto bianco (2020), oltre che del romanzo Bum, morto! (2014). Ha ideato insieme a Federico Marchese il progetto Padretempo (2014) e lo spettacolo Foglie di luce dal mare, da cui è tratto l’omonimo volume (2011). Ha inoltre realizzato con Giampiero Guerri le opere Sarà questa la vita, Oceano tra le mie dita e Su Mosca volano (incisioni di Massimo Pulini e Federico Guerri). Nel 2022 ha ideato insieme a Francesca Crociati e condotto per Teleromagna A casa dei poeti, un format divulgativo sui migliori talenti poetici della regione.
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